Vorrei inaugurare questo blog con un testo che ho ritrovato fotocopiato in un vecchio armadio, scritto da Gabriella.
In questo articolo si parla di erbe: Iperico e Tiglio, ma anche del piacere di andare per erbe, del camminare riconoscendo con sguardo attento quelle che per tanti sono erbacce. Questa speciale predisposizione che mi hanno insegnato Gabriella ed Emilio è un dono, perchè consente di scovare in un semplice prato una quantità di elementi spesso definiti come erba, ma che invece racchiudono anche solo attraverso il loro nome storie, leggende e usi si tramandano di generazione in generazione.
Nella strada sassosa che fiancheggia in prati, incontro spesse volte una pianta vivace, quasi un cespuglio.
E’ l’Erba del Sole, con cinque petali d’un bel giallo d’oro.
La chiamo erba del sole per il suo colore ma anche perché ama i luoghi assolati, secchi, cresce anche in alto sopra i 1500 metri.
E’ l’Iperico perforato o erba di San Giovanni. Dice una leggenda che i fiori dell’iperico vanno colti nella notte di San Giovanni, e l’effetto è più valido se c’è la luna piena.
Ma queste sono leggende. L’iperico ha veramente delle virtù soprattutto vulnerarie per questo spero di fare cosa gradita a chi ama ancora qualche rimedio a base di erbe nel dirvi le dosi per preparare un olio che vi servirà per qualche lieve scottatura, per geloni, per escoriazioni che faticano a rimarginarsi rimarginarsi.
È un’antica ricetta tolta da un vecchio trattato di erboristeria: “Fiori freschi di iperico gr 250, olio d’oliva mezzo litro. Macerare al sole per 10 giorni agitando di tanto in tanto, quindi filtrare e riporre in bottiglie di vetro”
Vi ricorderà con il suo colore rosso La calda estate.
E ora, dopo la passeggiata lungo i prati, mi inoltro nel bosco vicino per rinfrescarmi un poco.
Arrivano a me ondate fortissime di un profumo dolce Mielato. Proviene da una maestosa pianta di tiglio proprio lì di fronte.
Il tiglio lo conosciamo tutti noi. Un albero imponente dalla folta chioma che nei mesi di giugno, luglio si ricopre di fiori dorati dal caratteristico profumo.
Le nostre montagne sono ricche di piante di tiglio: raccogliamolo  prima ancora che i due piccoli fiori siano completamente schiusi e avendo cura di non danneggiare le piante. Una volta colto facciamolo essicare all’ombra, poi riponiamolo in vasi di vetro con il tappo di sughero.
Il tappo in sughero è molto utile perché mantiene asciutta l’erba. A cosa serve il tiglio? Nelle lunghe sere d’inverno prendiamo un cucchiaio di fiori di tiglio e versiamo ci sopra acqua bollente, lasciamolo riposare 10 minuti, e dopo aver filtrato beviamolo con aggiunta di mele e succo d’arancia.
E’ un eccellente tisana distensiva, molto utile anche per tosse influenze.
Il tiglio serve poi anche per bagni calmanti: bollire in due acqua 2 litri d’acqua per 20 minuti grammi 300 di fiori di tiglio.
Filtrare e aggiungere quest’acqua al bagno, il suo effetto rilassante è sorprendente, ed è adatto anche ai bambini quando sono un po’ irritati.
Altre erbe vi saranno amiche se le sapete riconoscere. Andar per erbe è bellissimo riconduce alla semplicità della vita di un tempo quando i semplici erano di casa. Piano piano le nostre conoscenze si allargheranno permettendoci di distinguere a prima vista una pianta dall’altra, un piacere così inatteso che ci sorprenderà all’improvviso. Piacere di vedere ciò che altri non vedono di conoscere ciò che per altri è una mala erba e che per noi avrà un nome un senso un’utilità che questa misteriosa alchimia del regno vegetale si offre a noi con semplicità e amicizia.
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