Olio di iperico

Esso era noto sin dall’antichità greco-romana e le sue proprietà medicamentose furono descritte da Dioscordie Pediacio (I sec. d.C.), da Galeno (II sec. d.C.) e da Plinio nel XXIV libro della sua “Historiarum Mundi”.
Ne trattò anche il Mattioli in epoca a noi più vicina nei suoi “Discorsi” dove lo si trova indicato come diuretico, emmenagogo, antimalarico, come rimedio contro la sciatica e contro le ustioni. L’azione cicatrizzante dell’Iperico, nota nella medicina popolare, venne riconfermata da Leclerc il quale attribuì alle sommità fiorite di questa pianta un’azione antisettica, azione che venne confermata in seguito anche da diversi altri autori. L’iperina (un principio attivo dell’iperico) è una sostanza che per la sua struttura chimica può essere classificata tra quelle dotate di azione vitaminica del gruppo P. E’ stato infatti dimostrato che l’attività dell’iperina sulla permeabilità vasale è almeno doppia di quella della rutina, che è considerata la più attiva fra le sostanze dotate di tale attività.
Estratto e tintura d’iperico, soprattutto in veicolo oleoso (olio di iperico), sono un comodo rimedio per un’infinità di problemi della pelle: scottature, abrasioni, irritazioni, pruriti, donando alla cute un sollievo immediato grazie alle specifiche proprietà anestetiche, antifiammatorie, cicatrizzanti.
In estratto è una delle piante più utilizzate nel settore fitocosmetico: il contenuto in olio essenziale, flavonoidi , diandroni, tannini, acidi polifenolici ecc. ne giustifica ampiamente l’impiego cutaneo.
I campi di maggior impiego comprendono prodotti pre e dopo sole, adatti a pelli secche e screpolate, rilassate e atoniche.

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